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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Cristina (del 13/09/2008 @ 10:59:58, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 138 volte)
 ciao cari tutti, nn ho tempo per scrivere quello che sta succedendo, e' una settimana frenetica e sto finendo ora di scrivere il mio report... poi mi attendono torte da preparare, amici da salutare, e valigie da fare!!! forse l'avete intuito dal titolo... ma finalmente il dipinto e' finito!! gli ultimi giorni ho passato mattine pomeriggi e sere per portarlo a termine, sempre fra mille ragazzini casinari e bendisposti.. queste sono alcune foto dell'inaugurazione,a cui e' seguita la festa con i dancers nostrani e da Komarno, che si sono esibiti per noi, sotto un coro di ovazioni. Questa volta ho veramente respirato aria di comunita', tutti ci sentivamo parte di questo pezzo di storia, e questo e' il piu'bel dono e ricordo che porto con me. Ci vediamo in Italia... viszlat! cri
 
Di Cristina (del 08/09/2008 @ 19:13:55, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 132 volte)
..Cosi‘ abbiamo cominciato a cercare amici che sapessero graffitare- perche‘ non volevo che il dipinto fosse solo mio, realizzato da me, ma ho sempre pensato dovesse essere qualcosa in cui tutti avessero la possibilita‘ di partecipare. Chi con le idee, chi con il pennello, chi scartavetrando, chi commentando...
E quindi, definita con loro e Marec la scritta UNITED POWERS e i colori -che nel mio immaginario esprimevano energia, vitalita‘ e collaborazione-,abbiamo convenuto che fossero un bel giallo lucente e un rosso fuoco, come pure abbiamo scelto un motivo a fiamme per meglio rappresentare questa idea. Nel frattempo ho cominciato la parte per me piu‘ interessante- disegnare i loro ritratti, e scoprire le figure che meglio si armonizzavano all’idea generale del dipinto.
Cosi‘ li ho stressati non poco con provini, foto, schizzi e osservandoli a lungo, per scoprire i caratteri che li potevano rendere meglio riconoscibili. Gli occhi celesti e ben tagliati di Pety, molto nordici, e le labbra particolari. La posizione e‘ incrociata e dovrebbe creare una certa spazialita‘. Il profilo di Sanyka, facilmente identificabil,e la sua posizione-pendolo caratteristica. L’espressione impegnata e gentile di Kalmy, nella posizione che allude alla figura „volante“ in cui e‘ specialista. E per Erik, una delle posizioni di equilibrio preferite, ammiccante come lo sguardo, e la carnagione scura.
Ho cercato di disporli in modo che creassero, nel rispetto delle figurazioni scelte come rappresentative della loro abilita‘, un arco attorno al nome del loro gruppo. Lo spettatore puo‘ leggere, dal basso a sinistra -che e‘ anche la direzione dalla quale si entra nella sala- tutta la scena progressivamente: la prima figura che incontra e‘ Erik, che sorridendo maliardo, si protende quasi fuori dal piano del dipinto, per invitarlo dentro e guidarlo a proseguire. Subito dopo viene la scritta UNITED POWERS, che ha un posto centrale nella scena, e sulla quale danzano in equilibrio Sanyka e Peter Kalmy, in posizioni che man mano si aprono a ventaglio, fino a concludersi con Peter N, in basso a destra, posto simmetricamente ad Erik.
Avevo alcune perplessita‘ su come riempire il grande vuoto che rimaneva a sfondo di questa scena. In alto avevamo risolto coi palazzi e il tramonto, di un bel colore camgiante dal bianco luce al blu notte. I palazzi non dovevano essere densi di particolari,penso. Solo facilmente individuabili, squadrati, geometrici, quasi silenziosi. Anche le finestre sono solo accennate, in colori tenui, perche‘ nn devono rubare la scena ai protagonisti -grazie Lepke per il consiglio-. Volevo mettere del verde, come gli alberi, e l’avevo anche gia‘ comprato- provato... Ma per fortuna ho chiesto a loro prima di iniziare, e dalle espressioni nn convinte ho capito che nn era la soluzione giusta... Allora ho chiesto, cosa vi piacerebbe mettere? Che colore? Che sfondo? E dopo qualche minuto, quasi con fanciullesca spontanea soluzione...un muro...di mattoni... E un arcobaleno... Mitico. Perche‘ nn ci ho pensato io...!!! Ok, il muro di mattoni, anche spezzati, perche‘ no, e dietro, esce un arcobaleno che percorre tutta la parabola dei danzatori, li immerge nella stessa realta‘ di cui sono portatori. Dietro la citta‘, silenziosa..e loro portano l’arcobaleno con la loro danza.
Un’ultima considerazione sullo stile...non lo stile del dipinto, ma quello del lavoro che vi sta dietro. Mi sembre bello che questo lavoro, che sta durando alcuni mesi (giusto la metá del mio progetto!), sia realizzato a poco a poco, per piccoli passi, tutti visibili da ciascuno. Questo in un certo qual modo e´ lo stesso stile con cui i nostri ragazzi provano, ogni giorno, con pazienza e per piccoli miglioramenti successivi. E´ bello e mi sprona pensare che, ogni giorno un po´ di piú il dipinto si realizza, e quando loro entrano nella saletta, mi trovano col pennello in mano, e con un po´ di colore in piu´ sul muro (e sui vestiti). Cosi´ possono vedere come in uno specchio come nasce, con fatica, passione e costanza, un´opera bella e vera.
Molte persone, molti giovani e tantissimi bambini hanno chiesto di partecipare, sul campo mentre stavo lavorando, o accettando il mio invito quando avevo bisogno di aiuto. Dai lavori piu‘ umili a quelli piu‘ raffinati, nonostante la pioggia dal soffitto – e le mie corse a tamponare con i panni l’acqua che grondava- e le macchie dappertutto, sono soddisfatta e riconoscente per questo aiuto prezioso. Non solo per me, e so che in fondo non e‘ stato solamente per il mio chiedere o per il fatto, in se‘ bello, di dipingere. So che in buona parte tutte le persone che mi hanno aiutato a realizzare quest’opera, conoscono e amano i nostri breakers, e con questo gesto hanno costruito insieme qualcosa per ricordarli e per avere parte nel loro momento di gloria! Quindi, in questo senso posso dire che questo lavoro e‘ un tributo corale dei nostri giovani agli UP.
Spero che in questo gesto essi stessi si riconoscano parte di questa comunita‘, ammirazione e tenero orgoglio per loro, e che possano considerare come un frammento e ricordo della propria vita questo episodio. Ora vado a continuare, perche‘ devo finire e ho pochi giorni e molto colore ancora da mettere!!!!
 
Di Cristina (del 03/09/2008 @ 19:52:22, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 169 volte)

COME NASCE UN DIPINTO
(ma quando sara' pronto?)

L’ idea di realizzare questo dipinto é sorta spontaneamente con la frequentazione del centro, man mano che, immergendomi nella sua vita e nel suo stile, entravo sempre piú in sintonia con il suo ritmo vitale e con le sue esigenze.
Sin dai primi giorni dal mio arrivo qui al VMCM, ho notato, dapprima con naturale curiosita‘, alcuni ragazzi che regolarmente si arrivavano ogni pomeriggio, e per ore e ore continuavano a provare nella saletta del centro. Mi sono spinta dentro per vederli in azione e conoscerli, e piano piano ho imparato i loro nomi, le loro personalita‘, le regole spontanee del gruppo, i passi preferiti e caratteristici di ciascuno. Ho apprezzato e ammirato la loro passione, la loro dedizione e costanza, l’impegno continuo in un’azione tanto bella e sana, quanto arcaica, come e‘ la danza. Anche le regole del gruppo mi sono piaciute: ho riconosciuto lealta‘, amicizia, volonta‘ di migliorarsi e aiuto reciproco nel raggiungere il sogno del successo.Ovviamente anche un sano orgoglio per questa loro abilita‘.

Il pretesto e‘ stato in parte casuale, ma fortunatamente mi ha dato la spinta per concretizzare un desiderio che avevo nel cuore, ma che ancora non aveva una forma ben definita nella mia mente. Mi chiedevo cosa potessi fare per valorizzare questa che avevo trovato essere uno dei fattori di forza del centro, ed un modello costruttivo per altri giovani. Quando un giorno ci hanno riferito che qualcuno aveva imbrattato con delle scritte stupide il muro della saletta, io e Tibi abbiamo verificato e non potevamo far altro che prendere atto, sconsolati, di questo gesto maleducato, senza pensare ad altra soluzione che pulirlo...se si poteva. Ma un pensiero indefinito e insistente continuava a girarmi per la testa, e poi come un’aurora si e‘ rivelato, silenzioso e attraente: perche‘ non rispondere con una contromossa positiva e vincente?
Realizzare qualcosa di bello, al posto della scritta maleducata. Qualcosa che valorizzi il lavoro di questi ragazzi, qualcosa che appartenga a loro e alla comunita‘ intera, in cui si riconoscano e che rimanga come una conferma e uno sprone a perseverare nella loro passione. Il mio ringraziamento per loro e al tempo stesso il mio dono. Un dipinto, che sia bello, e che copra la bruttura, la sporcizia una ingenua ignoranza con una proposta positiva, un modello, uno stile.
Cosa? Beh, il soggetto mi e‘ stato chiaro sin da subito. Dipingere i ragazzi mentre danzano, dipingere proprio le loro figure, e anche il nome del gruppo, perche‘ questa e‘ la loro saletta. Questa e‘ la loro storia, loro sono stati qui e tutti li conoscono, e chi passa li ricordera‘ anche con questo. E poi qualcosa che parli ancora di loro, della comunita‘ in cui vivono, del luogo da cui provengono.
Cosa vi piacerebbe che fosse rappresentato, come caratteristico di Velky Meder, per cui sia identificabile? Mi hanno risposto..mah.. i palazzi...i blocchi credo... e poi il Centro. Il VMCM. E cosi‘ ho messo in moto ancora le rotelle del cervello, e l’idea man mano si concretizzava in uno schizzo, sempre piu‘ definito. Metteremo i blocchi, a sinistra, lo sfondo della citta‘, il tramonto piu‘ a destra, perche‘ questa e‘ l’immagine viva che loro conoscono, e che possiamo vedere dalle finestre della saletta mentre loro provano. Quindi e‘ in fondo molto realistica, non solo simbolica. Poi il VMCM..dove c’e‘ spazio, lo metteremo, non importa che sia disegnato tutto, basta che sia riconoscibile in un’occhiata. Metteremo la finestra centrale con i pannelli frangisole cosi‘ poco razionalisti e molto piu‘ poetici, e l’insegna. Ma tutti lo riconoscono gia‘.
E poi le stelle..vogliamo le stelle..perche‘ c‘e‘ il tramonto, e il rosso fuoco e l’oro del sole si perdono nel profondo blu della sera..perche‘ in Meder si possono ancora vedere le stelle (questo lo dico io)...e perche‘ le stelle sono un augurio per il loro futuro.
Lo stile...non lo so, cercheremo qualcosa che sia giovane e simile al graffiti style..magari riusciamo a usare gli spray e l’effetto sara‘ migliore..Cosi‘ abbiamo cominciato a cercare...



....(CONTINUA)
 
Di Cristina (del 21/08/2008 @ 22:24:53, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 145 volte)

ciao a tutti! vi scrivo da uno sperduta cittadina di Kiskunhala (HU),dove questa sera termina il mio primo campo europeo, a cui hanno partecipato giovani dalla Slovacchia, REp. Ceca, Ungheria, Estonia e Romania. In questi 12 sofferti giorni di campo, oltre a conoscere un po' di Ungheria, fra bagagli smarriti, presentazioni che non partono, pulotti che ti svegliano dalla siesta al festino israeliano,palinka e quant'altro,ci siamo cmnq destreggiati nel produrre tre rappresentazioni teatrali-parola grossa!- a tema costruire l'Europa. Nonostante diversi problemi di organizzazione, le amicizie international, gli incontri interessanti e la voglia di lavorare non sono mancati.. ma domani torniamo a casa finalmente! ho ancora da finire diverse cose, e mancano solo 3 settimane allafine del mio progetto... mo vi saluto e vi lascio qc foto.. ciao!

 

 
Di Cristina (del 25/07/2008 @ 17:42:04, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 147 volte)
Mentre la pioggia scende a secchiate e mi impedisce di lavorare a quella che sará ricordata negli annali di Velky Meder come la Cappella Cristina, ne approfitteró per raccontarvi qualcosa sui personaggi piú famosi del Centro..signori e signore, stappatevi le orecchie e sgranate gli occhi perché stanno per entrare in scena gli UNITED POWERS!!!
A dire il vero piú che raccontarli, sarebbe meglio vederli in azione…Pety, Erik, Saca e Kalmy, i nostri affezionatissimi breakers, sono stati una delle prime belle sorprese di cui avevo letto prima di arrivare, e che ho avuto la fortuna di conoscere fin dai primi giorni. Questi quattro BEI ragazzi sono gli eredi di un gruppo di breakers che aveva il VMCM come propria base giá ai tempi gloriosi della fondazione, e di cui hanno mantenuto il nome e, sicuramente, la passione per la danza.

La prima cosa che ho imparato a conoscere di loro é la grande dedizione e continuitá con cui ogni pomeriggio, alle 5, si presentavano alla nostra porta, in tenuta sportiva, sorriso ammiccante o un poco sostenuto (questo concesso a Pety, il leader, e a qualcuno un po’ piú riservato), chiedendo sempre immancabilmente la „kulcsat” chiave per aprire la cucina e riesumare il tesoro...lo stereo in coma da utilizzo prolungato ed estenuante. Poi in processione con tutto l’armamentario di cd, cavi e casse a palla, si impossessavano del loro legittimo regno, la tükőrtérem o „mirror room”, saletta dedicata generalmente alle prove dei ballerini, cosí come, all`occorrenza, a sala riunioni, compiti, bricolage, lezione.. E da lí seguivano due-tre ore ininterrotte di rap e breakmusic a manetta (sempre la stessa), per la gioia di Helly e di tutti gli avventori…
Ma quando spinta dalla curiosita’ mi sono intrufolata a porte chiuse nella saletta, pian piano diventando ospite abituale, ho potuto studiarli piú da vicino e ho scoperto veramente un mondo… Intanto ci sono i rituali da conoscere: all’inizio di ogni prova, si monta l’impianto e si comincia con la musica soft da riscaldamento..e si fa stretching. Poi si aprono le danze: i pezzi migliori vengono ora, e tutti a turno si esibiscono sul ”tappeto” con un giro di rincorsa a cui segue la specialitá di ognuno.

Peter N. é il leader, questo lo si capisce dal comportamento, sostenuto, riservato, ma autorevole. E’ un bel giovanotto credo di 18anni, dai lineamenti nordici, biondissimo e con gli occhi celesti ben tagliati, molto snello. Non parla molto, ma tutti lo rispettano. Sulla spalla ha la cicatrice da allenamento. La sua specialitá é un esercizio tipo ruota orizzontale, a testa in giú-ovviamente-, e diverse altre posizioni attorcigliate, di cui nn conosco il nome, ma di cui posso mandarvi qc foto.E’ fidanzato. Con „Avril Lavigne”.

Poi viene Erik..in ordine di leadership, anche se non credo sia il miglior termine, perché fra tutti loro vige il piú assoluto rispetto reciproco, tanto che non ci sarebbero differenze di ruolo, se non una certa autorevolezza che sorge come dinamica spontanea verso i piú bravi, esperti o saggi. Dicevo, Erik é indubbiamente il figo della situazione…cosa di cui é certo consapevole. Un bel moretto molto mediterraneo, dagli occhi verdi felini, sottolineati dalle lunghissime ciglia, vanta inoltre un sorriso maliardo e un ricciolo tirabaci da non sottovalutare. Se poi vogliamo parlare del fisico, e' a furor di popolo quello messo meglio: non é molto alto ma quanto ad addominali e pettorali-e il deltoide dove lo mettiamo?- farebbe sbavare chiunque. Inoltre ha un carattere molto socievole, simpatico, ammiccante, generoso…e very cukkéscion! Sa come conquistarti con il solo sorriso. Erik credo sia quello che si allena piú di tutti, é bravo soprattutto nelle posizioni di equilibrio, ne sa fare una dozzina differenti, almeno…ovviamente anche lui riesce nella famosa ruota, con tanto di casco -che soppianta definitivamente i breakercappellini di lana- per rimanere in rotazione piú a lungo.Ovviamente anche lui é fidanzato, quindi metteteci una pietra sopra.

Veniamo a Saca-nn ho mai capito il suo vero nome, ma credo stia per Alexander - Sandőr - Sano -Saca. E’ il piú giovane, credo abbia solo 13anni, ma anche lui é un fedelissimo. E’ molto riservato, e non viene considerato bello, ma credo sia solo questione di tempo. E’ di corporatura normale, occhi e capelli chiari, non é il classico tipo che noti in giro. Ma sa fare un numero che solo a pensarci mi viene male..fa la verticale e subito dopo rimane in equilibrio su un gomito e saltella per qc minuto..a vederlo fa impressione..poi ci sono altre posizioni di equilibrio, sempre sul solito gomito…fra qc anno metteremo all’asta le bende che usa come protezione…

E infine, ma solo in ordine di apparizione, viene Péter Kalmár, Kalmy per gli amici. ”Lungo e stretto”, Kálmy é il tipico bravo ragazzo (cosí pare) che non viene guardato molto dalle ragazze, per ora, perché credoin qualche anno sará richiestissimo. Castano, lineamenti gentili, cosí come il suo fare, Peter K é abile nel volteggio, si appoggia sulle braccia e riesce ad avvitarsi per diversi minuti, quasi volando con le gambe, lunghissime. E’ un ragazzo estremamente fine, molto delicato nei modi e sempre molto posato. E’ quello che mi ringrazia sempre in inglese, sapendo che parlo poco la sua lingua, e che insieme a Erik, quando provo a strafalcionare qcsa in ungherese per cercare di fargli capire, mi ascolta pazientemente correggendomi e cercando davvero di interpretare la mia sgrammaticata parlata..

Che sono famosi lo dimostrano, oltre al numero spropositato di ammiratrici adolescenti che vengono a vederli con qualche scusa (io non faccio numero perché sono istituzionalmente parte dello staff con pass vitalizio), anche diverse performances nei dintorni..insomma, seppur giovani, hanno giá un carnet di tutto rispetto... Hanno anche i loro „piccoli fans”..alcuni dei nostri esagitati ragazzini che giocano a imitarli, collezionano le loro foto (che io stampo di scrocco per uso artistico e poi regalo) e copiano i loro cd, e i piú coraggiosi occupano l’aula quando i breakers nn ci sono, oppure si esibiscono nei giardinetti della stazione..Christian, il loro piú accanito fan é tanto fuori di melone, ostinato e comunque abbastanza bravo, da essere riuscito a guadagnarsi qc cm quadrato mentre loro provano..e loro lo lasciano fare, gli insegnano, lo correggono… Ok la prossima nn perdetela perché vi faró il resoconto della genesi della cappella Cristina… E qualche altra notizia sui breakers..intanto lustratevi gli occhi…
 
Di Cristina (del 15/07/2008 @ 20:14:37, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 154 volte)
GYERE PING-PONGOZNI!

Dopo alcuni mesi qui, mi sembra giunto il momento di raccontarvi alcune cose sul nostro centro, sulle attivita‘ che svolgiamo e sulle persone che lo frequentano. Il Vel´ký Meder Centrum Mladeže (centro giovanile di Vel´ký Meder) vede la luce nel 2004, dall´idea di un giovane danese ben ammanicato con un´azienda agricola impiantata in Slovacchia. Giustamente i figli degli operai si chiedevano dove trascorrere il -poco -tempo libero, ed effettivamente il paese non aveva molto da offrire, a parte lo stabilimento termale (poco proletario nei prezzi) e il laghetto, meta ambita da ogni abitante del posto.
Cosí dopo una serie di riscontri incrociati si trovarono a tavolino diversi “benefattori“ o sponsor, come li si vuol chiamare, con l´intento di creare un luogo di ritrovo per ragazzi e giovani, rivolto in particolare alle fasce piu´ svantaggiate della popolazione locale, fornendo loro spazi, mezzi e oppportunita´di incontro e di crescita. Affittarono parte di questa sovietica palazzina situata proprio al centro del paese, e che al tempo ospitava un magazzino, e intrapresero i necessari lavori di ristrutturazione, creando l´ampia aula che funziona da sala giochi e internet point, piu´ i servizi, la cucina e la mirror room. Da quell´anno molte vicissitudini si sono succedute insieme con diversi volontari (io sono la 5a), ma l´idea ispiratrice é sempre la stessa, cosí le attivitá e i servizi che il centro offre cercano di essere un punto di riferimento per la comunitá giovanile (e non) locale.

In particolare il VMCM rimane aperto tutti i giorni, dalle 14 alle 20 (nel weekend anche oltre) offrendo la connessione internet, o semplicemente l´utilizzo dei computer, a prezzi irrisori, oltre a fotocopie e stampa, e a diversi tipi di giochi (calcetto, ping pong, biliardo, giochi da tavolo per ragazzi, playstation,ecc).
E´ presente anche un piccolo bar per vendere bibite rigorosamente analcoliche -in realtá, meno poeticamente, il bar consiste in un paio di macchinette manuali! Parallelamente a questa routine quotidiana si svolge -e qui entriamo in gioco noi volontari- l´attivita´ prettamente educativa, che consiste nel fornire ai nostri avventori alcune opportunita´ di crescita, di scambio culturale e di conoscenza di altre realta´, che altrimenti non avrebbero. Per spiegarmi: molti ragazzi che abitualmente frequentano il centro provengono da contesti sociali “delicati“, svantaggiati o a rischio, o semplicemente..normali.

Abbiamo ragazzi ungheresi, slovacchi, rom, e i ragazzi della locale Detský Dom (casa famiglia), che trovano qui un sostegno in alcune delle loro attivita´, oltre a delle agevolazioni per l´utilizzo di internet,o semplicemente una presenza “straniera“, che pur non parlando la loro lingua si pone accanto in uno stile di amicizia e condivisione. Al di lá di quanto possiamo effettivamente fare noi volontari, la prima ricchezza che possiamo offrire loro é una presenza diversa...che viene da lontano e non parla la loro lingua...giá questo é un modo per invitarli implicitamente a guardare oltre il proprio paese, e magari a chiedersi come mai una ragazza italiana, o bulgara, o francese viene a vivere a Vel´ký Meder per un po´ (oltre ad abituarli a sentire parlare una lingua diversa... per noi l´inglese) Come si dice, se Maometto nn va alla montagna... 

Tra le altre cose, il centro partecipa come ente di accoglienza di altri volontari dall´Europa, e come ente partner agli youth exchanges facenti parte sempre del programma Youth in Action – a marzo e aprile, per esempio, alcuni dei nostri ragazzi sono stati in Portogallo e in Bulgaria per degli scambi di questo tipo... Beh ma se leggete qst blog dovreste giá sapere di cosa parlo..“)
Quando riusciamo (infatti qui é abbastanza difficile prevedere quando e quante persone verranno ogni giorno) organizziamo piccole “competitions“ estemporanee, tanto per ravvivare un po´ la giornata e far socializzare i ragazzi in modo diverso dal sedersi davanti alla playstation... Ma di questo vi parlero´ un´altra volta... Abbiamo poi una ben collaudata e assidua schiera di giovani breakdancers, che vengono tutti i giorni a provare nella saletta a loro dedicata (la famosa mirror room) e sono davvero uno spettacolo!
 
Di Cristina (del 08/07/2008 @ 15:50:09, in IT CRISTINA IN SLOVACCHIA, linkato 164 volte)

C´É CHI VIENE E C´É CHI VA
Dovidenia Helly!
VISZLAT, DRÁGA HELLY!

Da qualche settimana, nonostante siano cominciate le vacanze e molti abitudinari avventori siano temporaneamente spariti, molte novitá si sono rincorse qui al centro. Tutti erano al corrente che Helly, la mia co-volontaria bulgara, avrebbe terminato l´anno di servizio a fine giugno, eppure la notizia che aveva fissato la partenza per il 25 mi ha colto impreparata...e mi ha imposto ritmi piú pressanti per l´immancabile festa a sorpresa di arrivederci (non diciamo addio perché i volontari ci tornano sempre, chissa´ come, qui a Vel´ký Meder)
Insomma, che facciamo? Non avevamo molto tempo, poi Helly é imprevedibile e puo‘ decidere da un momento all’altro una gita fuori porta, una serata disco o un party con qualche amico di viaggio, quando meno te lo aspetti.. in realta‘ contavo molto sul fatto che la sua stanza strapiena di vestiti, oggetti strani, e soprattutto le megacasse per la musica a palla con cui mi svegliava ogni mattina, fossero motivo sufficiente perché almeno il giorno prima della partenza rimanesse a casa impegnata a fare bagagli...
Quindi come ogni festa a sorpresa (che sorpresa era solo sulla carta) abbiamo invitato amici da ogni dove, ospiti illustri (la direttrice della Detski Dom e i bambini), compagni di avventure, poi sempre a sorpresa abbiamo preparato un bel diario di bordo con foto, dediche, disegni, insomma le solite cose che sapete...ho dovuto rincorrere gente fino all´ultimo momento per riempirlo, ma alla fine il risultato e´ stato piu´ che soddisfacente..
Ovviamente erano graditi anche piccoli regali (tanto per caricare ancora di piu´ le valigie), dolci, fiori ecc...

Ma un´altra sorpresona si e´aggiunta alla festa: Deborah da quel di Cardano e´scesa a trovarmi per una settimana di vacanza (che poi per le cose da fare e´ stata inevitabilmente troppo breve e troppo poco vacanzifera) e si é ritrovata, perlmeno i primi giorni, a venire con me al centro, aiutandomi a preparare la festa (dolci e pizzette la cui golositá tutti ci hanno GIUSTAMENTE riconosciuto...) e condividendo molti aspetti della mia vita qui a Meder.. compreso lo spikingliscc continuato e i cani mordipolpacci sulla soglia di casa. Nel pacchetto vacanza di De era compresa anche la (triste) partita dell´Italia al bar delle Terme, con finale da rigori.. Inoltre ci sta anche un po´ di siesta in giardino, gitarella al lago e alle terme, mangiare tipico, e assaggio delle bellezze locali..che, come puo´ confermarvi lei stessa, non mancano.

Ma torniamo ad Helly! la festona sembrava a rischio con grande panico dei miei neuroni, visto che al centro non c´era quasi
nessuno, tranne le accigliate bookeepers che facevano i conti, veniva un diluvio di quelli noeici, e non avevamo molte scuse per tenerla in giro con quell´acqua e senza ombrello...ma come nei migliori film, senza programmare troppo, giusto mentre lei tornava dal „giro fuffa“, il tempo di andare in bagno e cominciano ad arrivare prima i bambini con la direttrice, poi tutti gli amici, e finalmente la festa puo´ iniziare!! Una cosa tranquilla e semplice, ma molto spontanea, e per questo incredibilmente bella. Perfino il sole ha fatto capolino per salutarci...                              
     
E dopo torte, pizzette, vino, giochi energizer e cd masterizzati a manetta, pieni di tutti i regali abbiamo concluso la serata tra amici, con l´immancabile birra alle terme. C´é stata anche l´occasione per una sör verszeny estemporanea, vinta insindacabilmente da Gyuri (3“ per 0,5l birra) mentre Helly ancora rideva.. A casa per vincere la malinconia ci siamo riguardate i regali...cosí la mattina seguente, con tanto di ultima morning waking up compilation, borsoni stracolmi e scorta ufficiale biciclettata (i Chips dei poveri) e delegazione di amici alla stazione dei pullman, abbiamo girato una pagina della nostra storia..e il testimone é passato a me per qualche mese ancora...
                                                       
 
Di Cristina (del 18/06/2008 @ 16:15:46, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 163 volte)
Qualcuno si stara‘ forse chiedendo come mai da un mesetto non batto colpo...ebbene sveliamo l‘arcano mistero, buona parte del mio tempo la sto passando ad assaggiare le cure della sanita‘ slovacca, che mi sta rimettendo in piedi, nel vero senso della parola.
Devo dire che sono stata veramente ma veramente fortunata, a incontrare le persone che mi stanno seguendo, e ho conosciuto una realta‘ poco raccontata nelle guide e nei diari di viaggio, ma ugualmente interessante e ricca di umanita‘. Circa un mesetto fa la mia “padrona di casa“ mi ha portato per la prima volta all‘Egészségügyi központ locale, il policlinico, che a dire il vero é poco distante da casa, subito dietro il thermal fürdő -lo stabilimento termale- e lí mi ha visitato la prima dottoressa slovacca (in seguito soppiantata dal Derrick dottore slovacco), mentre un sollecito Tibi mi faceva da interprete simultaneo. Quindi mi hanno passato al reparto riabilitazione, dove ho conosciuto Anna (Aniko ufficialmente) la mia sorridente e gentilissima fisioterapista.
É incredibile quale serie di coincidenze mi abbia portato a conoscere prima suo figlio e poi lei, e devo dire che adesso un forte legame ci stringe. Per curiositá, la serie dei trattamenti previsti per me ha spaziato dall’elettroterapia (tipo il testmed che usano gli atleti per pomparsi i muscoli, a me serviva per decontrarli), alla lampada medica, al laser, alla riflesso terapia (quando ti toccano in un punto per farti sentire male dall’altra parte del corpo, o viceversa ti fanno male in un punto per farti guarire in un altro, sará roba cinese tipo shiatzu?), alla paraffina calda, alla fisioterapia vera e propria con gli esercizi per rinforzare i miei muscoli debilitati dalla giovinezza leopardescamente trascorsa sui libri...e di me si spendea la miglior parte...

Come siamo riuscite a comunicare, questa é una gran bella domanda, ma vi assicuro che riusciamo a capirci anche se io non parlo ungherese,slovacco e tedesco e lei non parla inglese ne‘ tantomeno italiano. Il mio szótár tascabile, forte volontá di comunicare e intuizione hanno fatto il resto...ed ora io conosco buona parte del vocabolario medico ungherese, e lei qualche parola di italiano.

Ho incontrato molta gente durante queste visite, anziani, giovani e bambini, e con molti é piú facile in questi momenti fare conoscenza e amicizia, come con Niki, giovane biondina che spesso fa terapia con me. É anche bello vedere con quale professionalitá e dolcezza il personale riceve i pazienti. Molti di loro, per ringraziarli usano portare qualche tavoletta di cioccolato, fiori, bigliettini. Anche io mi sono adeguata all’usanza tradizionale...in veritá sembra che nella mia posizione di straniera, la burocrazia sanitaria preoccupi molto piú del costo effettivo del trattamento...staremo a vedere... al limite laveró i piatti per un anno alla clinica per pagarmi la cura
Comunque per ora, alla fine della terapia, mi attende molta ginnastica e molto nuoto... per fortuna proprio dietro il policlinico hanno avuto la bella idea di mettere il reparto termale... Quanto alle attrezzature, non ho molta esperienza a riguardo per paragonare alle strutture italiane...certo come un po‘ tutte le costruzioni qui, sembrano un po‘ datate, eppure sono funzionali. Per avere un precedente illustre e simpaticamente esplicativo, guardatevi l’ultima parte de “Il compagno don Camillo“ (quando Peppone va in clinica russa) e avrete un’idea.. Alla prossima!
 
Di Cristina (del 20/05/2008 @ 20:42:20, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 189 volte)
Ballag már a vén diák - tovább.
Isten veletek cimborák - tovább.
Ez út hazánkba visszavisz,
Filiszter leszek magam is.
Tovább, tovább, tovább,
Fel búcsúcsókra cimborák.

Maggio é arrivato finalmente, e mentre i campi giá biondeggiano gli studenti si danno da fare per concludere dignitosamente l´anno scolastico: le lezioni stanno infatti terminando, almeno per i maturandi, e questo momento viene tradizionalmente sottolineato da una celebrazione presente ovunque: il ballagás. Non esiste qualcosa di simile in Italia, ed é difficile anche tradurre il termine in maniera convincente: ballagás significa qualcosa come “ lungo cammino“, e si riferisce al passaggio che ogni ragazzo vive al termine della scuola dell´obbligo, richiamando l´affacciarsi all´etá adulta, il lungo cammino della vita che si presenta davanti, appunto. É una celebrazione molto bella, un misto di ufficialitá, commozione e innocua goliardia che si tramanda di classe in classe. Ho avuto la fortuna di essere invitata da due maturande d´eccezione -Angela ed Erika- a partecipare a questo momento per loro cosí ricco di significato.


Innanzitutto per il giorno del ballagás, i celebrati si devono presentare rigorosamente eleganti ed in bianco e nero, e tutti i parenti ed amici regalano loro dei fiori, con cui vengono inoltre adornate le classi e gli spazi della scuola. Gli studenti delle classi inferiori hanno il compito di decorare a sorpresa l´aula dei loro compagni anziani, e devo dire che la fantasia non manca..ognuno sceglie un tema su cui impostare tutta la scenografia, e sono sempre presenti le foto di ciascun alunno, per ricordarlo personalmente.


Per Angela, ad esempio, la classe é stata trasformata in fondale marino, con tanto di sabbia, rete da pesca -e ovviamente i pesci colorati pendenti dal soffitto, con foto e nome dei ragazzi-, coccodrilli, vascelli pirata e frase beneaugurante sulla lavagna.
Per Erika invece la classe é stata decorata a tema mitologico...ogni studente é diventato idealmente un dio dell´Olimpo! Dopo un breve commiato dei professori nella propria classe, la campanella suona un rintocco per ogni studente maturando. Quindi tutti i festeggiati si mettono in fila e iniziano una solenne processione all´interno della scuola, girando tutte le classi e cantando canzoni tradizionali di arrivederci e di augurio per il futuro.. le piú gettonate sono Ballag már a vén diák, Gaudeamus igitur,e persino la versione ungherese di Vanita‘ di vanita‘, (narrano dal film san Filippo Neri, che fu all’epoca un gran successo di importazione nostrana).



        

Infine non puo‘ mancare il solenne discorso commemorativo e beneaugurale del preside della scuola, dei genitori, professori, studenti, e la premiazione dei meritevoli. Sembra che i maturandi tengano molto a segnare il passaggio della propria classe sul piazzale della scuola (con gessetti o spray), e in alcune zone e‘ tradizione che, per l’occasione, essi visitino anche le case dei professori, cantando a squarciagola e raccogliendo caramelle e dolci, i piu‘ fortunati anche un invito a salire in casa, dove si chiacchiera allegramente nella nuova riconosciuta veste di adulti.. Tutta la cittá festeggia esponendo, nelle cartolerie e nei principali negozi, i tableau dei maturandi, “ad revidendum“ 4 anni dopo..
Testimonio personalmente che per il ballagas si ricevono tanti e tali regali almeno quanto a Natale, e invece della solita pizzata di classe di fine anno, si organizzano festini antelucani e alcolici mica da ridere...insomma, su questo versante abbiamo molto da imparare... “P
 
Di Cristina (del 18/04/2008 @ 18:17:36, in IT Cristina in Slovacchia, linkato 264 volte)

Il mio ritorno a Vel’ký Meder dopo le brevissime vacanze pasquali é stato salutato dalla consueta bufera di neve...ormai é diventata quasi abitudine, insomma, siamo ad Aprile e puoi ancora aspettarti di vedere il sole mentre tira un vento da paura e contemporaneamente nevica. In compenso il paese brulica di preparativi: si vede che la stagione turistica arriverá a breve, e visto che per questo paesino é una delle poche occasioni di riscatto economico e di notorietá, nessuno vuole farsi trovare impreparato.


La mia esperienza di SVE vanta anche il guinness personale di aver inaugurato il rito del volontario infortunato! Una fastidioso dolore alla schiena mi ha tenuto a letto per un bel pó di giorni, e ho sperimentato cosi‘ i grandi dubbi esistenziali che si pone un volontario ammalato in terra straniera, che non conosce ancora la lingua (né tantomeno la mutua!) del Paese ospitante e deve chiedere le cose piú strane o semplici...e sopravvivere alla visita del dottore! Ma nonostante questo ho avuto la grande fortuna, oltre ad avere una dottoressa per padrona di casa, di vedere come intorno a me tutti si siano mobilitati con grande generositá e premura. Izabel, la signora da cui abito, veniva tutti i giorni a visitarmi, a portarmi da mangiare, medicarmi e perfino ad aiutarmi a lavarmi (cosa impossibile nelle mie condizioni), spesso aiutata dalla figlia Erika, che ci faceva da interprete...alla fine riuscivamo a capirci in uno strano slang di italo-unghero-anglo-tedesco, e sono riuscita ad imparare alcune vitali parole... Altre volte Judit e Tibi si davano il cambio a visitarmi, anche loro portandomi manicaretti tipici slovacchi e altre cose per farmi compagnia...(per colpa dei quali ho preso qc chiletto!). Con l’aiuto della televisione, di vari libri e dei tanti sms solidali di fidanzato, famiglia e amici, ho passato queste lunghe ore di inabilitá forzata. Poi, quando ho ricominciato perlomeno ad alzarmi sulle braccia, (spostandomi tipo scimmia tra le sedie) ho sperimentato tutte le difficoltá che da “sani“ chiamiamo barriere architettoniche...sembrano una stupidaggine, ma elementi banali possono diventare ostacoli insormontabili se non sei fisicamente efficiente al 100%. Allo stesso tempo oggetti che normalmente sembrano ostacoli sul cammino, possono essere utilizzati come „ponti“ con un pó di ingegno...Insomma Mac Giver mi fa un baffo!!! E‘ anche vero, come diceva il mio amico Giacomo, che quando riesci a fare anche soltanto una piccola operazione da solo, rendendoti un pó piú autonomo, questo ti dá una grande soddisfazione e autostima:).

Mi sono anche fatta una vasta cultura televisiva in fatto di canali slovacco Ungheresi..pare che la TV commerciale spopoli anche qui, recependo i nostri invidiabili programmi tipo “C’é posta per te“ (Pošta pre tibi) il sabato sera, Dallas o altre telenovele magiare la mattina (queste ultime vantano pregevoli cast di baffoni), e un equivalente di Amici molto molto piú dignitoso(!)..hanno anche l’unomattina locale, poi un canale ungherese solo di cartoni generalmente in giapponese con sottotitoli ungheresi... E hanno perfino la tv della cittá, che gira tutti gli indirizzi e i numeri utili, le sedute della giunta, le foto degli eventi...

Ho appreso dai tg che ha vinto Berlusconi...ma qui nn sembrano avere idee particolari a proposito...come ovviamente neanch’io ho della loro politica, tranne che sono molto piú giovani dei nostri politici (basterebbe essere sotto i 65!), e ci sono molte piú donne.

Uno dei primi giorni in cui ho potuto camminare finalmente, ho visitato il giardino fiorito della mia padrona di casa, molto carino e curato. Qui ogni casetta ha il suo giardino, nel retro, dove crescono diversi alberi da frutto e ortaggi, che poi usano per i propri bisogni domestici. Usa anche molto farsi le conserve, le marmellate, il vino in casa. Molti hanno anche polli e oche. E‘ come un paesino di campagna, in effetti. Ho anche visto da vicino una cicogna volare sopra di noi (trovale a Milano le cicogne!!!)

Infine il mio primo grande appuntamento sociale: il derby del Vel’ký Meder con l‘Horná Poton: ungheresi contro slovacchi, sfida imperdibile e oltremodo cruenta. Per i nostri si trattava di uscire da una serie di ignominiose sconfitte, ed era in gioco, oltre al punteggio, il morale della squadra. Tibi, il mio tutor-insegnante nonché allenatore della locale, era molto preoccupato e non ha dormito 2 notti pensando agli schemi tattici. Riuscendo a entrare senza biglietto, per via del mio sbiascitato „“Olasz vagyok, kitcsit magyarul beszélek“(sono italiana, parlo poco ungherese), e confermando cosi‘ ancora una volta la nostra burinissima fama nazionale, mi sono accomodata in tribuna, dove in mezzo ad una “folta„ schiera di nonni tifosi, fidanzate (poche) e qualche ragazzino dei nostri, mi sono gustata, nell’unico pomeriggio di sole da una settimana a questa parte, l’attesissimo match. La gravitá dell’occasione era sottolineata dalla presenza in campo di Tibi, che ha guidato, non senza sforzo, la squadra al risultato memorabile di 3-0, con tanto di rigore, gol su punizione e invasione di campo di un barboncino al 74‘. Personalmente ho festeggiato la vittoria con un bel fagylalt (gelato) dopodiché sono tornata a casa esausta. Queste sono le cronache di una tranquilla domenica di paese... Alla prossima!

    

 
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