Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Sono di nuovo a Santander, il programma é: spaghettata veloce e visita guidata nella cittá (guidata da me).
IO, Marina, Davit e un´austriaca trascoriamo una buona giornata sulla costa della ciudad, visitiamo il faro e il museo al suo interno.
La sera l´ausriaca prende il treno per Murcia, noi incotriamo Soraya che é in compagnia dei seguenti SVE: Alicia (Poland), Jeff (Germany) e una ragazza greca (greek).
Si gira per bar fino a tardi, poi ci si divide, c´é chi va a casa e chi no. Io e lukas come al solito no.
Il giorno dopo ci sono tre inquilini in piú nel piso, ma solo per poco: la mattina David viene chiamato a lavorare dalla sua associazione e ci lascia.
Ci si diverte anche oggi tutti assieme.
La domenica sera parte anche Alicia e il lunedí Marina.
E´ martedí e si spegne un poco l´ euforia, al termine di quella che é stata quasi una vacanza, per ritornare al volontariato quotidiano.
Quindi ci si alza presto per il corso di lingua, dopo si accompagna per esempio Raffael e si ride parecchio per tutto il tempo.
Il vecchio cieco adora fondalmentalmente tre cose: cantare, uscire con battute spiritose e dare il pane ai piccioni; ...l´altro giorno finito il pane tentava di convincere una paloma ad accettare un euro, ´´per comprare anche il prosciutto`` le diceva...
La giornata tipo proseguirebbe con il ritorno a casa per la comida -pasto-, il tentativo di siesta sul divano ed il ritorno in centro cittá per il dovere, finito il ritorno a casa, la spesa, la cena, l´alcool e il letto.
Ma é gia giovedí e un´altro ospite bussa alla nostra porta, si tratta di Clara, una torinese che studia a Madrid, inviataci da una sua amica sempre di Torino, di cui ovviamente non ricordo il nome, ma che avevo conosciuto alla formazione SVE.
Clara rimane un paio di giorni: Santander sarebbe stata la sua partenza del cammino di Santiago de Compostela, ma date le pessime condizioni atmosferiche e l´abbigliamento inadeguato per affrontarle ha deciso di rimandare l´escursione.
Io ci parlo solo una manciata di minuti del sabato mattina (12,30 a.m) e le impongo di ospitare me e Lukas nella sua habitacion per la semana santa (la settimana che viene), lei é disponibilissima a darci ospitalitá e in cinque minuti Lukas and me programmiamo le ferie pasquali a Madrid.
Il lunedí compriamo i biglietti del pullman.
Il martedí sera é cena messicana: Israel, di cui credo non ho ancora parlato, é un ragazzo messicano di 26 anni, é professore di chitarra in cittá, é ballerino e credo sia il vero propietario del nostro piso.
Perche´?! Vive a Santander da quasi tre anni e praticamente tutti i martedí sera di questo triennio li ha passati nel nostro appartamento a bere e a suonare la chitarra, abbiamo passato davvero piacevoli serate in sua compagnia.
Preparando una piccantissima cena festeggia la splendida notizia: oggi ha ottenuto una parte come ballerino in uno spettacolo di opera, dice che é molto importante per la sua carriera e continua a ridere, bere e suonare in modo davvero incredibile.
Poi verso le due io Lukas e Tommy lo seguiamo nella visita guidata ai migliori locali della cittá.
Credo di non aver nemmeno parlato di Tommy, é un amico e concittadino di Lukas che ottenuta la laurea in scienze matematiche ha acceso il suo furgone ed é partito per un mese di surf, Santander doveva essere solo la prima tappa di un tour nella costa nord spagnola ma una volta trovate onde e compagnia ha deciso di fermarsi. Dorme da noi di rado, in genere passa la notte nella furgonetta in fronte alla spiaggia per surfare la mattina che segue.
E´ mercoledí santo e l´ultimo giorno lavorativo, dopo aver ritirato i 300 euro mensili io e Lukas prendiamo l´autobus per la capitale.
Io e gli altri ragazzi del piso siamo sul treno con Soraya, una splendida SVE tedesca che lavora a Santander coi bambini. Abbiamo lasciato la citta´ in una giornata soleggiata ma ben presto assistiamo dal finestrino all´ inizio di un temporale senza fine..
l viaggio continua nel entroterra cantabrico, noi altri si dorme alla grande.
Siamo ora non lontani dalla meta (immagino ad almeno 1000 m sopra il mare) e nevica, e continua a nevicare anche all´arrivo a Reynosa.
Si scende e ci si raduna nell´ atrio della stazione con tutti gli altri SVE con progetto in Spagna.
Un´ italiana mi si avvicina parlando in lingua madre riconoscendomi compaesano da venti metri: ´´ce ne sono altri cinque´´ mi dice indicandomi un gruppo gia´ affiatato di mangia spaghetti, me li presenta e ritrovo due della formazione alla partenza (Marina e ......a). Scambio parole anche con qualcun altro, in tutto saremo una quarantina.
Fotografati, schedati, timbrati SVE e spedititi verso il pullman che ci deve portare a Soto del Campo´ (paesino nelle vicinanze).
Dobbiamo aspettare mezzora perche´ sgombrino la strada dalla neve, poi partiamo....
...venti minuti e arriviamo all´ albergo che ci ospita
Entriamo e posiamo il bagaglio, ci guardiamo un po´ in giro e subito siamo chiamati per l´inizio del corso.
La prima attivita´ e´ come a Pozzolo (luogo della formazione alla partenza) dedicata al conoscimento dei volontari: inizia un gioco che consiste nel segnare su un foglio i nomi dei ragazzi che corrispondono ad una caratteristica, un´abilita´, un difetto indicato dalle organizzatrici. Il gioco é uno stimolo per la comunicazione e permette, ai piu´ dotati di memoria, anche di imparare i nomi dei giovani del gruppo. Per fortuna, in soccorso ai meno dotati viene chiesto di compilare coi propri dati anagrafici, gli hobbie e le passioni personali, un questionario che, allegato alla propria foto, viene esposto in un mega cartellone.
Segue la divisione in gruppi per paese d´origine per rappresentare in un cartellone le specialitä che lo rendono unico, evitando possibilmente steriotipi e luoghi comuni. Poi presentiamo la nostra terra al resto d´Europa (in lingua castillana).
Ceniamo e socializiamo tutti quanti senza farci scrupoli. La notte la passiamo in camera coi compagni di stanza e un paio di intrusi ascoltando Davit, il chico di Lille, suonare la fisarmonica, io sono come incantato da questo strumento che suona allegria, malinconia, tradizione e attualita´ contemporanemente, rimango in fissa per parecchio tempo. Intanto gira del vino e qualche parola con Peter (l´ungaro) che sopprannomino Granado, come l´amico di Che Guevara nel film ``diario della motocicletta``, per l´indiscutibile somiglianza all´attore.
l giorno seguente continua a nevicare.
Le attivita trattano della Spagna e della Cantabria con indirizzo storico-geografico. Inoltre veniamo divisi in classe secondo le conoscenze linguistiche per seguire un corso di spagnolo. Quali sono le mie conoscenze? Non parlo castillano, massimo lo sbiascico: lo capisco quasi perfettamente ma non riesco ancora a pansarlo poiche´ mi sono abituato a conversare inglese nel piso di Santander.
La notte Davit e la mia stanza diventano parimonio dell umanitä: tutta Europa si raduna a bere, fumare e parlare e cantare ai piedi del mio letto.
E i giorni seguenti continua a nevicare.
Continuano les actividädes giornaliere: spiegazione della carta axa (assicurazione sve); Balli tradidizionali di gruppo (danza della pioggia, tarantella, polka...); caraoke divisi per cittadinanza; corsi di lingua e giochi a quiz a sfondo educativo. La mia attivitä preferita e´ un gioco di ruolo che vuole essere un esperimento di democrazia, in cui le proprie opinioni devono fondersi con quelle altrui tramite il dialogo, per ottenere infine un´ unica decisione valida per l´intero gruppo.
E´ l´ultimo giorno e il cielo si apre: un metro e mezzo di neve ha coperto il mondo, tanta soffice bianca neve da guardare, toccare, prendere in mano e scagliare verso il prossimo con tutta la forza di cui si dispone...
...e´ guerra, non passa molto dalla prima palla di neve lanciata alla vendicativa seconda cosí, in men che non si dica, si formano due schieramenti e l´Europa é divisa in due in due. Una volta bagnati fradici si abbandona il campo di battaglia per dirigersi al corso.
Davit, l´unico SVE automunito, parcheggiando all´arrivo il suo furgone nel mezzo di un grande parcheggio, l´ha intrappolato nella neve. Io e Lukas toccati dalla disperazione del francese, lo aiutamo spalare per ore.
Partenza.
Decidiamo di invitare David e Marina a Santander per il week end, lo stesso fa Soraya con altri quattro volontari.
Ci salutiamo con tutti gli altri SVE e ci allontaniamo. Io, Lukas, Marina e un´ austriaca torniamo a al piso in macchina con Davit.
Aereoporto di Malpensa, mezzogiorno circa, assieme al volo decolla la mia avventura SVE che mi porterá a Santander, in Spagna, sull´ Oceano Atlantico.
Lavorero´ per la ONCE in qualitá di accompagnatore non vedenti e il fine settimana come promotore di attivitá giovanili per la SER JOVEN. Aereopuerto de Madrid (scalo previsto), sono le 20 e 12 minuti. Osservo un cartello luminoso con la maledetta scritta Santander in stampatello che rimane immobile da almeno 6 ore, cambia invece l´ orario d´imbarco che continua a slittare e ad illuderti che quest´ultimo indicato sia quello definitivo.
Il mio telefono cellulare moriva tre ore fa per mancanza di elettricitá e tagliava definitivamente ogni collegamento tra me, casa e l´associazione d´accoglienza; io contino a pazientare fino alle nove di sera, piu´o meno, quando arriva la notizia che il volo e´stato soppresso.
Ora mi rivolgo a un chico del box informazioni che, non sapendo mezza parola in inglese, parla spagnolo ad una velocitá sempre inferiore nella speranza, che prima di arrivare allo spelling, io riesca a percepire il messaggio.
Percepisco e vado ad imbarcare il mio bagaglio per il volo di domattina alle 7; ceno da Mc Donald s, passo la notte sulla panca di un bar, facio colazione da Mc Donald s, prendo il volo.
Ero poi riuscito a ricaricare il telefonino in un bagno e a sentire la mia tutor per farmi venire a prendere. Sono a Santander, finalmente, conosco Sara del Ser Joven , l´incaricata di portarmi al piso – l´appartamento- dove vivro´ per sei mesi con altri quattro volontari. Vi arrivo e conosco Esther l´olandese, Bìtka la ceca, Lukas l´austriaco e Astrid la danese, tutti quanti impiegati nelle mie stesse attivitá volontarie.
É venerdí mattina e fino a lunedí non dovro´iniziare a lavorare, quindi stringo fin da subito amicizia con il mio nuovo letto e faccio in modo che non rimpianga l´inquilino che lo occupava prima di me, ne faccio uso nel migliore dei modi per molto, molto tempo.
Mi alzo e scambio chiacchiere in un pessimo inglese, in paragone al loro – quello dei quattro biondi - , poi passiamo una serata tranquilla.
Oggi é domenica, sono svegliato in un caldo pomeriggio ieri siamo usciti a bere e mi, non c´é nessuno in casa. Mangio e vado a fare un giro a piedi fuori dalla citta´, Santander resta sulla sponda est di una penisoletta e si affaccia su un golfo lungo il quale vecchi e nuovi palazzoni, un porto e qualche spiaggia sono gli elementi piú visibili del posto, é molto carina ma credo che cio´ che rende davvero bella la citad sia cio´ che la circonda.Scelgo di andare ad ovest del centro (cioé sull´altra costa della penisola), cammino da mezzora e gia´ vedo posti bellissimi: campagne verdissime ai piedi delle montagne dove nascono piccoli pascoli e vecchie abitazioni spagnole abitate per lo piu da famiglie appassionate di calcio: si sente per i sentieri e le strade la telecronaca ,ad alto volume, della partita del racing (la squadra locale), intanto i bambini giocano per le strade o in mezzo ai prati. Dopo raggiungo il mare tramite una strada sterrata in mezzo alle colline, le quali, quando arrivano sull´oceano si spezzano formando alte scogliere e piccole insenature di roccia grigia scavata dal vento, seguendo la costa arrivo ad un isoletta, unita al continente da un ponticello, dove ci sono solo una chiesa che celebra una messa cantata e due pescatori che seduti su un precipizio pescano nel mare mosso. Poi torno a casa.
Lunedí; passo dall´officina a conoscere Kasia, il mio tutor, una ragazza ventiseienne polacca che ha vissuto la mia stessa esperienza SVE ed é poi rimasta a lavorare per l´associazione. Sbrighiamo un po´di burocrazia, finito, mi pone una lettera con all ínterno un foglio bianco che mi chiede di riempire con le mie aspettative e gli obiettivi che intendo raggiungere in questi sei mesi (per poi rileggerlo al termine dello SVE), poi mi da la carta “euro <26” che mi sconta musei, treni, musei, corsi....
nizio a lavorare. Caridad é una vecchiettta iperattiva di 91 anni afflitta da semi cecitá e con una passione irrefrenabile per la playa, per questo e per una prescrizione medica, tempo permettendo passa un paio di ore al giorno a camminare sul gelido bagnasciuga del Sardinero (spiaggia principale della cittá), affiancata da un volontario, in questo caso sono io per il mio primo incarico.
Accompagno poi Maria Luisa, Raffael, Celestina, José Maria e sono passati i cinque giorni lavorativi.
Intanto si é definita la data per la formazione all´arrivo che si svolgerá dal 19 al 23 di marzo nei pressi di Reynosa, una cittadina montana qui in cantabria. Inizio anche il corso di lingua castigliana che per me ed Esther si svolge tre mattine a settiana nel centro cittá.
Ah dimenticavo, in questi giorni abbiamo festeggiato due cumpleanos, il mio e quello di Astrid: non ricordo quasi nulla di come ho trascorso la mia festa di ieri, ma quella di Astrid é stata divertente.
Domani si parte per la formazione e ripenso a come ho passato questo primo periodo e, nonostante, a volte comunicare, adattarmi e vivere in comunitá é stato problematico non ho mai rimpianto la partenza, certo mi é andata di culo che ho trovato compagni di piso molto simpatici, in particolare Lukas é gia diventato il socio di bevute, l´avversario fisso di pallacanestro nel parchetto sotto casa e sará presto compagno di surf (quando io imparero´). Conoscere gente non é stato assolutamente un problema, soprattutto erasmus e amici dei coinquilini che vanno e vengono dall´appartamento, mi chiedo quante altre faccie scrutero´ curioso, durante la permanenza in questa cittá.....
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