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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Kanthavel (del 05/09/2008 @ 23:07:34, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 145 volte)
Questa é la fine.
Lessabona é qui fuori a bagnarsi di pioggia (chuva, di nuovo chuva). Due ore fa ero dietro al Rossio che salutavo una signora portoghese dall'aspetto moldavo che mi mostrava l'ennesimo quarto (=stanza).. Un quartino, in questo caso, appena sufficiente a metterci un letto. Ecco spiegato il prezzo tanto invitante.

La pioggia cominciava a fare sul serio e mi é tornato alla bocca un blues che quasi avevo dimenticato. Lo canticchiavo spesso quando ero in giro da solo la sera a Milano. L'estate é finita. Altri ricordi.
 "Está llorando para ti" mi aveva detto un uomo in messico una sera di pioggia di due anni fa. "Il cielo piange per te".
Penso sceglieró la stanza triangolare nella mouraria che ho visto l'altroieri. É un buco, ma l'appartamento é accogliente e con una splendida vista.. Magari riesco a giocare con il prezzo. E poi triangolare fa molto alternativo...

É giá spuntato fuori un lavoro in un call-center. Pare che mi abbiano giá preso. É la prima volta che lo comunico all'Italia (in anteprima su go4europe!)

I meninos? Moura? ADC? Sto pensando ad indirizzare la mia vita al momento e non ho molto tempo per pensarci. ADC é in una brutta situazione e mi spiace per gli amici che lavorano lá. Moura non credo cambierá molto nei prossimi tempi.
I bambini? Spero di rivederli. Spero crescano bene e spero che incrociare uno spilungone italiano che sembra un brasiliano gli abbia lasciato qualcosa.
Spero di non rivedere le baracche con i topi. (Anch'io avevo un topo a Moura, ma almeno passava a visitarmi in casa.)

Mi sono chiesto piú di una volta se abbia avuto un senso spendere soldi di contribuenti europei per mandarmi in alentejo. Un senso europeo, intendo.
Negli ultimi due anni mi sono sentito sempre piú vicino all'anarchismo. Rarissimamente ho visto qualcuno usare il potere con un senso di giustizia e ora sono nauseato da qualsiasi piramide sociale. Lo SVE nella sua dimensione di incontro tra persone (e non tra stati o sistemi economici) mi ha lasciato addosso una voglia di fare, di conoscere, di scegliere, per me sconosciuta. Se ho bene compreso questa forza, gli ostacoli concreti che avró davanti perdono molto del loro peso.
Che c'entra la politica in questa crescita personale? L'unico modo che ho trovato di giustificare i soldi spesi per me dall'UE é la mia testimonianza. Il volontariato avrei potuto perfettamente farlo rimanendo a casa. Ma ora che ho visto una delle regioni piú povere d'Europa affermo che l'Europa non puó esistere finché ci saranno quelle baracche e quella struttura politica che le mentiene cosí. Se l'UE puó aiutare a trasformare quelle baracche in case, ben venga. Altrimenti, que se lixe! Preferisco una monarchia feudale.
Allo stesso tempo, mi rendo conto di quanto in Europa si viva bene e di quante opportunitá ci siano, soprattutto se la confronto con la Turchia di Alper o con lo Sri Lanka di mio padre. Da ció che ho intravvisto attorno a me e parlando con gli altri volontari, credo che la prossima generazione europea sará tutta bi o trilingue, e immersa in un meraviglioso groviglio di culture tale da perdercisi dentro. Quello che allo stesso tempo sento mancare immensamente é una vera, generale e radicata educazione alla pace e per la pace. Mi accorgo di essere retorico ma sono sincero. Il nonno di Costantinos, il volontario greco, avrebbe potenzialmente potuto sparare a mio nonno durante la seconda guerra mondiale. Io non mi sento sicuro di dire che i nostri nipoti non si troveranno nella stessa situazione.
Queste idee me le porteró dentro.

É la fine. Caricheró ancora delle foto. Apriró un blog dove potró finalmente scrivere parolacce. Lo chiameró "nubechiusa", citando Saramago, o "piovono pietre" o qualcosa del genere.  Il link a quel blog sará il mio ultimo post su go4europe.
C'è chi pianta alberi. Io prima di lasciare Moura ho piantato un cactus (qualcuno sá di cosa sto parlando).
Forse la pioggia é finita. Tra poco dovrebbe arrivare Filipa.

Grazie della lettura.

Ciao e Até Já

Kanthavel
 
Di Kanthavel (del 09/07/2008 @ 13:06:16, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 167 volte)

Abbiamo visto le poche ultime ombre di mezzogiorno schiacciate contro le pareti delle case al sole, impossibile trovare fresco anche dietro l'angolo. I miei Birkenstock nuovi, orgogliosamente sfoggiati, hanno giá cambiato colore.

Le baracche degli zingari, i vecchi enormi latifondi venduti agli speculatori spagnoli perché ne facciano un deserto di ulivi, i campi (tristi) sempre piú arsi, i rapaci notturni quando si cena in terrazzo, i gechi e gli scarafaggi (bleah!), una cena della crême portoghese – non so ancora come ci sono capitato – dove ho ri(s)coperto il ruolo del cliens e il relativismo etico (mangia e tass), il gran baccano notturno che fanno gli adolescenti in vacanza e che mi sono sorbito durante l'ultima settimana di campo estivo, le mie ferie in Italia che era due settimane fa e sembra giá un anno, il sole che ancora esco e ancora é lí, Lisbona e il wild side, caldo. Uma cerveja.

Siamo di nuovo sull'ascensore di cristallo e qualcuno per burla ha schiacciato il bottoncino. Le immagini di giugno e luglio mi passano davanti veloci attraverso i vetri. Su e fuori. Manca un mese alla fine e sono un'altra volta all'interno del proiettile. Verne ne sarebbe orgoglioso.


Approfittiamo dello spazio di calma apparente del foglio per fare due conti. Un'occasione di veritá che nella pratica si svela come occasione di libertá (ci perdoniamo la rima e la fumositá).

La veritá é che fra poco piú di un mese ho un volo prenotato per Milano perché il progetto finisce. Le mie decisioni sono giá prese: resto, fico, in Portogallo. Punto l'ombelico verso Lisbona. Perché? Perché si.

Facciamo i conti: pochi soldi da parte e la speranza che bastino, oltre alla voglia di farli bastare. La namorada portoghese che probabilmente rimarrá qui a Moura. Un amico che fa notare il paradosso di una storia a distanza all'estero.Sia come sia, io qui non ci so stare, a Moura piccola-piccola. Nonostante i silenzi e i campi che mi mancheranno, nonostante la calma.

A fare cosa? La segreta speranza é scoprire il non fare. Ma questo non si puó dire, si puó solo scrivere. Il fare sará un lavoro e probabilmente un'universitá o un corso... Meglio se con una borsa di studio.

No news, good news” mi hanno detto. In effetti non scrivo qui da un sacco di tempo: buone notizie? Né buone né cattive. Tutto sembra indefinito. Se volessi potrei disegnare i miei mesi in Portogallo in un mandala colorato.

E adesso?

 
Di Kanthavel (del 08/04/2008 @ 19:14:45, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 208 volte)
Facciamo che mi siedo accanto alla chiesa del cimitero, in cima a quella spianata di terra che scende fino alla ribeira, prima del bairro della Salúkya (fu Salazaar) che sale sulla collina vicina, con le strade tutte uguali e perpendicolari tra loro e i tetti rossi pieni di antenne.

Facciamo che mi siedo filosoficamente su un vecchio rocchettone - di quelli che portano i tubi arrotolati - e faccio il punto.


"Continental Breakfast"

La casa di Via Nuova Del Carmo 15 ha appena ospitato otto nazionalitá diverse.
Un po' per caso, un po' per scelta, i volontari SVE che avevo invitato alle passeggiate che ADC organizza ogni sabato sono capitati qui quasi tutti assieme. Fortuna che la casa è grande.


...21 KM
Se ne sono appena andati lasciandomi una bella solitudine (Alper é in Francia) e il frigo pieno come forse non é mai stato.

Facciamo il punto...

Sono sontento di essere qui e sento che quest'esperienza mi stá cambiando piú di quanto possa suggerire la banalitá di un sole che cala dietro un quartiere popolare o una chitarra pastosa distorta dal walkman nelle mie orecchie.

Facciamo il punto...

Un sacco di cose da fare...
(Un sacco di punti...)

Facciamo il punto...

Le scuole sono chiuse . Le nostre attivitá con i meninos adesso sono "Biblioteca de Rua"...
Ossia: arriviamo con il nostro pullmino direttamente nelle strade del villaggio, o nell'accampamento, portando due casse azzurre piene di libri, dei pastelli e un quaderno per disegnare (perché i libri é meglio non pasticciarli).


Rimaniamo un paio d'ore con i bambini a leggere per l'ennesima volta il libro dei pony, o la storia delle due scimmie che vivono in due isole diverse e si vogliono incontrare, o a colorare cuori nel quaderno.

Facciamo il punto...

Il punto é che finita la storia di "Branca de Neve" la ragazzina che mi stá davanti entra in una porta ritagliata nella lamiera ondulata perché il sole stá tramontando e il vento forte fa ballare l'antenna TV piantata come un albero secco.
Il punto é che sta tutto il giorno lí ad aiutare la madre a mandare avanti la "casa" e curare i fratellini; che fra un paio d'anni probabilmente si sposa. Che la scuola é in un altro villaggio e non ci va.

No, il punto non é questo. Il punto é che se ci penso comincia a saltare da una cosa all'altra... Dal fatto che forse non conoscerá mai Tolkien al fatto che forse non conoscerá mai Hegel (per sua fortuna...). Comincio a scorrere ipotesi e pensieri e non trovo una buona risposta né in un vago marxismo né (molto piú lontano) in una pentatonica minore.
E - peggio - non trovo una buona domanda.

Il punto é che mi immagino una sedicenne incinta a lavare panni nel pátio di una baracca.
Vedo tutte le possibili "spiegazioni" (economiche, sociologiche, storiche, filosofiche...) ma esse non sono abbastanza da farmi smettere di pensare. Resto sfficientemente "zen" da sapere di non poter trovare un punto ma non tanto da smettere di cercarlo. Smettere di lasciarmi pensare.

Quello che mi rimane é un sole tramontato - ora - e questa risciaquatura agrodolce di pensieri che mi piace e non mi convince. E se parlassi con qualcuno?

Facciamo il punto...

Facciamo il punto...



 
Di Kanthavel (del 02/03/2008 @ 17:51:03, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 257 volte)

 


Burning Lisbon
Oggi mi alzo. Anzi… prima guardo l’orologio (sono le tre del pomeriggio) quindi maledicendomi mi alzo… C’é un sole pazzesco e il cielo azzurrissimo come negli ultimi due giorni.

Stendo i panni e sembra di essere a maggio. Ho le stesse sensazioni di quando, al liceo, sentivi arrivare cosi forte la primavera che non riuscivi a fare altro che aspettarla ciondolando in giro. (Il che se non ricordo male cominciava a febbraio…)

 


Cosi l’ho fatto: Oggi, Domingo dois de Março dois mil e oito, inforco per la prima volta gli infradito nuovi, nonostante la tosse non mi sia ancora passata. (ma, come insegnava Nemecsek, si sono delle prioritá!).

 


La tosse me la stó portando dietro da Lisbona, dove ho da poco concluso la formazione all’arrivo. É stato ottimo: eravamo una quindicina di ragazzi da tutta Europa, e per tre giorni abbiamo parlato di noi e dei nostri progetti, visitato la cittá, fatto festa assieme…

Ho imparato che la língua piú bella é il finlandese; che i pasteis de nata troppo caldi ustionano la língua; che io e alper siamo di gran lunga i volontari trattati meglio; che Lisbona é bella…

 

L’aria da gita di classe mi manca un po’ ora, tra i verdi campi infiniti dell’alentejo. Ma ora sono pieno di contatti per poter viaggiare.

 

(per qualche strano motivo, passando sopra il “Vasco de Gama” il mio lettore Mp3 ha deciso di farmi sentire di nuovo “Walk on the wild side”… Qual é il lato selvaggio del Tejo?)

 

Chiudo qui. Vado a sentire la primavera portoghese con i piedi e a cercare un gelato.

 

Até Já


Alper Casaro


We (would) rock you...

En attendant la retraite...


Que equipa!

  

"Turists, respect the portuguese silence or go to Spain!"

 
Di Kanthavel (del 09/02/2008 @ 21:48:14, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 288 volte)

Cerco di raccattare due settimane e un sacco di avvenimenti in qualche riga...


Bach é il preludio della prima suite per cello che ho trovato in una trascrizione per chitarra. Abbandanata l'idea di sterilizzare la casa dei volontari e in seguito ad alcune notizie spiacevoli dall'Italia (che non riporteró) mi sono gettato per una settimana, solo, nello studio musicale. Mangiando di corsa e dormendo poco, su una viola prestata da Jorge, l'amico attore. Mi é sembrato di non avere mai suonato nulla di cosí bello e mi há fatto sentire il piacere di trovarsi il sole in faccia uscendo di casa, l'asfalto caldo e il cielo azzurro (e le cicogne in amore che - anziché cantare - sbattono i becchi come castagnole)

Millet, anche se non c'é nemmeno una spiga di grano in giro ho deciso che il paesaggio mi ricordava Milliet, due settimane fa, in una passeggiata che abbiamo fatto attorno a Santo Amador.


Alper, il mio collega turco é arrivato. Non parla portoghese né nessuna lingua neolatina, ma há un inglese fluente e riusciamo a comunicare bene. Solo che sará per lui piú faticoso che per me imparare. Mi improvviso professore (nonostante le lacune) e cerco di dargli una mano. È un grande viaggiatore e buono a conversare e sono sicuro parleró molto di lui su questo blog.

Entrudanças. È l'ultimo week-end trascorso. Ho preso Alper appena arrivato e ci siamo spostati nel centro dell'Alentejo per un festival di musica e danza di tre giorni (tutti me ne avevano parlato bene). Credo di averne avuto proprio bisogno: musica e persone nuove...

Un daimon portoghese si é divertito alle mie spalle: al seminario di danze tradizionali europee ballo uno scottish con una bruna lisboeta. Appena finisce la musica lei mi dice: “Tu sei amico di una mia amica” senza nemmeno sapere il mio nome. Guardacaso era compagna di universitá di Filipa, la psicologa di ADC che mi aveva prestato la macchina per andare al festival. (Il mondo é piccolo ma l'Alentejo é grande).

(potete vedere Filipa in versione arborea qui sotto)


Ogni tanto mi chiedo: “Qual é la dimensione europea del mio SVE?”


Appena arrivato Alper mi há chiesto: “Cos'é questo?” indicando il bidet...


Anche in portogallo hanno la mortadella.


Settimana prossima ricominciamo le attivitá nelle scuole.


Até Já


It´s not time to make a change...


Verde

 
Di Kanthavel (del 17/01/2008 @ 13:08:27, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 283 volte)

Una volta ho letto un racconto di Poe che iniziava con il protagonista a osservare la folla seduto al tavolo di un caffé, dopo di una lunga malattia. Secondo Poe i sensi di un convalescente sono ipersensibili e captano la realtà in modo particolare. Io mi sento solo rincretinito.

Nell’ultima settimana ho avuto la brutta idea di esagerare con le ore davanti al pc e con il grasso arrosto di porco preto. Ho fatto cosí due giorni di torcicollo e tre di una qualche influenza intestinale (bleah); i tre giorni del fine-settimana guardacaso, che mi ero deciso passare a Beja con il Teatro Forum, che stá rappresentando lí.

Venerdí a letto quindi, nel residencial Santa Barbara. A farmi compagnia c’era solo una copia di “Gomorra” di Saviano, la tv, i miei brividi di febbre e il conto dei miei peccati. Bleah. Non credo che la cronaca nera aiuti il sistema immunitario.

 Comunque sabato e domenica mi sono ripreso, ma non abbastanza da visitare Beja come volevo. (Beja é il rimasticamento arabo di Pax Julia, ed é quasi il doppio di Moura come popolazione… insomma, prometteva bene).
 
Sono passato dal capodanno italiano alla notte di Moura in meno di ventiquattr’ore. Il gelo di dicembre sembra scomparso e si riesce a stare in giro anche la sera senza assiderarsi. Matthieu non c’é e la casa é fredda – come sempre – e vuota. Come risposta compulsiva alla mancanza di compagnia mi sono messo a pulire la cucina (specialmente quelle macchie nere che circondano i fornelli, a terra e sulla parete. Ci ho messo quattro giorni e mi sono ammalato. Ora lavo solo i piatti.

Alper, il prossimo volontario, turco, arriverá a fine mese. Spero gli piacciano i kebab.

A parte la malattia sono giá a regime con il lavoro. Questo mese stiamo facendo fare ai bambini attività sul cinema: effetti speciali, recitazione, storia del cinema… Ho realizzato un cartellone a forma di pellicola, lungo e stretto, con informazioni rubate da wikipedia e da quello che mi ricordavo dell’esame di teoria del linguaggio cinematografico dato in statale. Qualcuno ha giá fatto i baffi a Depardieu, quindi suppongo sai stato apprezzato.

 
Non so dove vada il mio portoghese. Il rincretinimento da convalescente mi pare abbia dimezzato la mia capacitá espressiva e a volte anche quella di comprensione. Faccio fatica a stare dietro al Gato, che mi parla quasi solo prendendomi in giro o facendo battute, in alentejano, e abbonda con gli incisi.

“Kanthavel! Hai presente xxxx di quello xxxx, quello che era lá, nella xxxxx (quella per xxxxare le xxxxxxx), ecco quello. È xxxx!” Risata. Il riso é senza frontiere.

 I falsi amici. Sono loro principalmente che mi sembra di non riuscire a governare. Molte delle parole piú usate in portoghese sono incomprensibili a orecchio per un italiano. Pensare é achar (pronunciato ashár, quasi come cenere in inglese); andare via si dice ir embora; ieri é ontem, domani amanhá (amagná); domani mattina amanhá de manhá (amagná demagná)… Ma questo é nulla. I falsi amici ti aspettano in ogni angolo e, quando finalmente cominci a fidarti di loro e ti sembra di capirli, ti accorgi di trattarli come sei abituato a fare e ti ritrovi a usarli come le parole italiane cui assomigliano. Chomsky ancora una volta non ti puó aiutare. Dove si vende la grammatica universale? Si trova su intenet?

 
Engrasado= bello
Tirar= togliere
Giro= bello, carino, ma anche giro
Azeite= olio
Prenda= strenna
Divertido= divertente
Cor= colore
Carta= lettera
Lettras= testo (di una canzone)
Se calhar (pronunciato s-cagliar)= forse
Ter= avere
Haber= esserci (di solito)
Salir= uscire, partire
Subir= salire
Partir= dividere, spezzare
Rapaz= ragazzo
Andar= camminare
Parar= fermarsi
Preciso= necessario (não é preciso significa non serve)

E, il mio preferito: Gonna. È a causa di questa parola che una será ci fú il fraintendimento piú divertente e imbarazzante del mio SVE. Non do la traduzione e lascio immaginare cosa significhi in portoghese.

Buon anno a tutti!
 
Di Kanthavel (del 18/12/2007 @ 13:37:56, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 353 volte)
Sempre sempre sempre troppo poco tempo, ma un articolo prima della mia partenza (mercoledi 19 - domani) ci tenevo a metterlo...

"Que seeeja um bom Nataaal para toodoos noos!". Le scuole elementari dei villaggi attorno a Moura sono tutte identiche. Merito di Salazar: un solo progetto. Identici a quanto pare sono anche le compilation delle canzoni di Natale... Giovedí pomeriggio si è tenuta la festa della scuola di Povoa nella Casa del Popolo gelata (altro souvenir salazariano), venerdí in quella di Sobral. Abbiamo fatto indigestione di canzoni e filastrocche natalizie prima, di dolci poi. Pontape' e Zé Afonso (traduzione poetica: Vasco e De André), i due alberi di Natale creati da noi, erano pronti e ben motivati; ma la confusione era tanta e i meninos pieni di zuccheri eccitanti, cosí l'attivitá è saltata in entrambe le scuole. Ma fa niente: ogni bambino a ricevuto un regalo e noi eravamo lí... Troveremo il modo di riciclare le decorazioni inutilizzate (cinquanta campanellini artigianali).

Matthieu suona "All Blues" con un tocco alla John Lee Hooker, e sabato temevo di vedere il fantasma di Miles Davis venuto a chiedere soddisfazione per l'offesa ricevuta. Ma il fantasma non si é fatto vedere: faceva troppo freddo.

Abbiamo suonato dopo lo spettacolo, verso le 8. Certo mancava un bel po' di allenamento, ma il gelo alentejano ha fatto la sua parte: non sento le corde sotto le dita e la tromba é tanto ristretta che non si riesce ad accordare bene... Mi vengono in mente frasi del diario di Messiaen.
Figura mediocre, qualche brano ben riuscito, ma per fortuna il pubblico era poco e piú interessato al vino e alla carne alla griglia che a noi due.

Matthieu ha finito. Ritorna in Francia tra pochi giorni. Non so ancora come sará stare solo in casa a Gennaio... (piú caldo probabilmente: potró tenere entrambe le stufette!) Ma credo che alcune gesta dei due marmajos, il branco e il preto, passeranno naturalmente alle leggende e ai canti tradizionali alentejani. Ad esempio la grande sfida agli innumerevoli café di Moura che ha avuto luogo sabato, dopo il concerto ( ...per dimenticare??).

Al quinto bar ci é stato chiesto: "Ma chi state sfidando?".
"Non sappiamo... deus?"
Ao setimo deus estava na nossa parte.

Boa sorte, pa!
(e scusa il ritratto da alcolizzato...)



Sodade...

Ho scelto un piccolo obbiettivo, un traguardo culturale. Vorrei riuscire a sentire bene questa saudade, questo sentimento, questa parola intraducibile portoghese... Ho ancora tempo, ma fin'ora sono arrivato a questo:
"Tenho saudade de te" traduce "I miss you" dei film americani... Ma la saudade (o sodade, come la chiamano a Sao Tomé) non é la "mancanza". Non è totalmente negativa... È agrodolce, ha anche un tono di gioia.
Si puó avere sodade di un luogo, di una persona, di un periodo di tempo.
La saudade é, credo, godersi il piacere del ricordo e il dolore della mancanza. È bluesy. Credo sia consonante a "I'm the mood", anche se il significato resta differente.

Domani torno per le feste. Di che ho saudade? Di che avró saudade?





 
Di Kanthavel (del 13/12/2007 @ 21:21:59, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 237 volte)

Nunca come castelhano!

Abbiamo osato. Quattro marmajos, due laranjas (ma una l'ho mangiata la mattina), un sacchetto di patatine e una coraggiosa Uno dalla serratura rotta.

Mi sveglio alle nove domenica perche' la radiosveglia non ha fatto il suo dovere. Vado in camera di Matthieu, dove si riesce a intravvedere il resto della bruma alcolica del sabato sera...

- Matthieu, pa, sono le nove!

- Si.

- Vado a fare la doccia.

- Si, poi chiamami.

Alle nove dovevamo giá essere a Santo Amador per la spedizione domenicale. Arriviamo alle 10 grazie alle mie migliori abilitá di pilota, frenate solo dalle indicazioni del secondo pilota - Matthieu.

(- ... non prendere le curve cosí che vomito ...Attento ... ATTENTO!!!

- Si, pa, l'ho vista! Lo so che sul ponte si passa uno alla volta!...)

La truppa é composta dal Tozé, dal Gato, dal Matthieu e dal sottoscritto.

Meta: le sorgenti del rio Ardila, il fiume che ho giá fotografato presso la casa di Tozé ...In Spagna!

Il paesaggio é simile, ma meno curato e piu' montuoso. I campi qui sono tutti recintati. Le strade con buchi molto piu' grandi. Matthieu fa finta di sapere il castigliano strascicando il suo portoghese... Sembra di sentire il cugino alcolista di Speedy Gonzales. Mi é impossibile non ridere a ogni tentativo. 

Ci sono nibbi (=migliafres), e non ne ho mai visti tanti assieme in un giorno solo, a stormi come corvi. Persino una coppia che si corteggiava passandosi cibo in volo.

Sabato abbiamo avuto una tregua dal dio della nebbia, ma oggi e' ancora guerra e vince lui: pioviggina tutta la mattina, a tratti non si vede quasi niente. Nonostante questo la Uno del Gato ci porta salvi a destinazione: il monastero presso Caldera de Leon, mille e passa metri di altezza in estremadura. Appena ho tempo carico le foto, ma la maggior parte sono "marmajo su sfondo bianco nebbia".

Mangiamo nel merendero (wow!) vicino al monastero. Prezzi turistici, cioe' alti, e cibo scadente. Sto' male un'oretta dopo aver mangiato, ma al secondo the mi riprendo.

Il rio Ardila? La guida del monastero non lo conosce (ma e' un piacere sentire parlare la mia stessa fonetica, tutte le "E" pronunciate la' dove stanno scritte). Riceviamo indicazioni da un tizio del posto, che incontriamo nel merendero (wow!).

Andiamo su e giu' una mezz'ora per stradine scalcagnate, guardando i maiali neri al pascolo. All'improvviso un ruscello taglia la strada. É lui, l'Ardila! 

Proviamo a risalire e incontrare una strada che porti alla fonte, ma l'Ardila si infila tra due terreni recintati. In uno una grossa cagna pare intenzionata a difendere il suo cucciolo, sbarrandoci il passo. Faccio battute su Livingston. Ci inoltriamo nell'altro, disposti a infrangere la legge per la nobile causa ma si sente abbaiare... Gato e Matthieu si danno alla fuga. Io e Toze' temporeggiamo un poco, ma i contadini spagnoli sono famosi per sparare anche su chi raccoglie funghi, quindi  si decide per rimandare la spedizione a un'altro giorno, possibilmente con i mezzi adatti.

Il nevoeiro al ritorno e' spazzato via. Restano delle nuvole, il freddo e un altro tramonto. I marmojos stanchi e soddisfatti si rimpinzano di formaggio grazie alla raclette di Toze'.

Notizia: sabato il Teatro Forum di Moura debutta con un nuovo spettacolo: "Alentejani di tutto il mondo".

Avendo il piacere e l'onore di essere amici della compagnia, io e Matthieu (ribattezzati per l'occasione "Los Marmojos") in anteprima assoluta, suoneremo degli standards jazz prima della rappresentazione... Speriamo bene...

 
Di Kanthavel (del 06/12/2007 @ 21:48:14, in IT Kanthavel in Portogallo, linkato 299 volte)

Nevoeira... che fa quasi rima con scighera. Nevoeira e' la nebbia che nell'ultima settimana ha riempito le strade e ingrigito il cielo fuori dalla mia finestra, dalla sera alla mattina. Ogni tanto anche a mezzodi' se il giorno e' sfortunato come oggi. Pare sia causata in parte dalla diga che sta a qualche chilometro.

La nevoeira di notte si attacca ai lampioni e condensa sgocciolando sotto. Si attacca alle auto che la mattina per strada sono fradice e si attacca ai miei vestiti stesi che sono umidi da tre giorni. Esco alle 9 da casa e mancano solo i tram...

Voglio scrivere un po' che faccio qui, ora che mi sento piu' rodato e che ho sviluppato una buona dipendenza dai pasticcini alla panna (pasteis de nata)...
Tra i tanti progetti attivi in ADCMoura c'e' n'e' uno, il mio, figlio del programma Escolhas (=scelte). E' un programma nazionale volto a promuovere l'inclusione sociale e l'uguaglianza di opportunita' per giovani provenienti da contesti socio-economici deboli, in particolare figli di immigrati e appartenenti a minoranze etniche.
Per il programma Escolhas ADCMoura gestisce un CID (un net point) nel villaggio di Povoa e un giorno alla settimana si occupa di "animare" l'intervallo nelle scuole elementari della stessa Povoa e di Sobral (un altro villaggio). A lato di questo collaboriamo con una scuola superiore, un istituto di formazione per ausiliari scolastici, dove teniamo un giorno la settimana un laboratorio di creazione di materiale ludico-didattico.

Noi saremmo Claudia (psicologa portoghesa), Delphine (tecnica fransesa, ex-SVE) e io (marmojo italiano).
Nelle due scuole elementari c'e' una forte percentuale di bambini di origine zigana. La presenza di questi bambini e' relativamente recente, e dovuta al fatto che lo stato portoghese non da sussidi alle famiglie che non mandano i figli a scuola. Prima di questa legge praticamente nessuno di questi bambini frequentava la scuola, benche' le comunita' zigane nei due paesi dove interveniamo siano stanziali da un centinaio di anni. Molti di loro risultano pluriripetenti e hanno piu' anni dei loro compagni; alcuni, visto che le scuole medie sono lontane, coninuano nonostante l'eta' a frequentare le elementari che invece esistono in ogni paese.
A scuola e fuori i due gruppi tendono a non mescolarsi: giocano separati, si indicano a vicenda come "gli altri" o "gli mmh", frequentano il net-point in momenti diversi ecc... Inoltre i "grandi" finiscono per comportarsi da bulli.
Quello che facciamo noi e' cercare di rendere la scuola piu' divertente per tutti, passare qualche stimolo per tutti e cercare di abbattere le barriere.
Quello che faccio io fuori dagli intervalli, al momento, e' procacciare il materiale per giocare.
I'm the toyman...

Visto da fuori in associazione devo sembrare uno spilungone silenzioso, nero e imbronciato, intento a trafficare con forbici, colla, cartoni e lattine... Ogni tanto canticchio. Piu' che altro quello che ancora non scorre come vorrei e' la lingua, anche se sono molto piu' sicuro di me ora.
Quello che gira bene e' che settimana scorsa le ragazzine di povoa mi hanno inseganto una "pudica" (qualsiasi cosa significhi..) e discapito dei miei "comu?". Io avevo iniziato con "ambaraba' cicci' cocco'" per decidere chi bendare per la mosca-cieca. Loro mi hanno fatto sedere a terra e mi hanno mostrato il gioco. Uno gira fuori dal cerchio con uno straccio in mano, gli altri cantano battendo le mani... Se ti lascia lo straccio addosso devi alzarti e rincorrerlo mentre tenta di sedersi al tuo posto. Se non lo prendi hai perso e tocca a te girare.

"Guarda, non pensare"...
(tanto vale buttare giu'una citazione colta a mostrare l'importanza di avere preso una laurea triennale in filosofia...)

Oggi siamo tornati a Povoa con un puzzle gigante frutto di tre giorni di fatiche e della mia abile mano.
(il corpo dell'elefante l'ho disegnato quattro volte e il leone mi veniva sempre con gli occhi a palla come Jonnhy Depp in "Paura e Delirio a Las Vegas"...)
Comunque era abbastanza ben fatto, tanto che qualcuno, nel montarlo, ha dimenticato che il pezzo accanto al suo era stato messo li' da uno degli "Altri".
Alla fine le meninas mi hanno chiesto ancora una pudica. Ho perso.

Questo e' quanto... Anzi no: giovedi' siamo andati a Lisbona!
Abbiamo accompagnato in gita i ragazzi della scuola superiore, per vedere uno spettacolo per bambini e una fiera organizzata da un'altra associazione che lavora per Escolhas. E' stata una levataccia. Non erano ancora i giorni della nebbia, ma alle 7 di mattina Moura e' semplicemente gelata. L'autobus e' in ritardo e non noto differenza di temperatura tra interno ed esterno. Dopo un'oretta appallottolato a riccio cercando di dormicchiare o leggere vedo Delphine che si alza e chiede: "Avete freddo? Io ho freddo." Cammina lungo il corridoio per chiedere all'autista di accendere il riscaldamento.
Non c'e' riscaldamento sull'autobus del comune di Moura. Solo l'aria condizionata.

"Benvindo no segundo mundo e meio!" ("Benvenuto nel secondo mondo e mezzo!" - e' ormai la battuta tipica della nostra compagnia di non-Alentejani)

Ho visto l'alba sulla pianura dell'Alentejo. E' fredda e bella.

A un tratto la radio la fa' finita con il trash-pop portoghese e mi distrae dal libro con un contrabbasso strisciato. Alzo gli occhi e vedo acqua, come quando si arriva a Venezia in treno... Solo molto di piu'.
Lou Reed sta srotolando la prima strofa ("Holly came from Miami FLA \ Hijacked her way across the USA...") mentre vado in testa all'autobus e doppio le parole sottovoce. E' la prima volta che entro a Lisbona dal Vasco de Gama, il ponte bianco enorme e storto costruito sul Tejo per l'expo '98. La citta' e' tutta alla mia sinistra oltre il tappeto d'acqua, illuminata. "Walk on the Wild Side" viene tranciato a meta' quando siamo nel punto piu' alto per annunciare dei morti in Afganistan.

E' la terza volta che vedo Lisbona e questa volta ha quasi vinto lei,

questa volta mi sono quasi innamorato.

Ate' Ja,


Sul Vasco De Gama


Agakuke, il burattino.


La classe fuori dal teatro


Laboratorio teatrale a Montijo (sobborgo di Lisboa)

Tramonto a Montijo

 

Allora... Anzi, ENTAO, visto che qui in associazione tutti leggono il mio blog e non posso usarlo per bassi pettegolezzi...

Ho davvero avuto molto da fare l'ultima settimana, gia' ora dubito che riusciro' ad aggiornare il blog tanto spesso quanto avevo pensato... Pas Mal...
Mi sento bene. Ho l'impressione di stare sul punto di trovare un mio posto in associazione e fuori.. E oggi c'e' anche il sole!
Ma il titolo dell'articolo e' crisi e ora spiego perche':

Tutto inizio' un tranquillo venerdi' pomeriggio. Stavo digerendo una specie di piadina al tonno contornata da una dose esagerata di patatine e ascoltando Claudia e Delfin, le mie colleghe del progetto, che mi chiedevano di mettere insieme il materiale per la nostra attivita' di lunedi'. La mia mente si stava concentrando sull'idea di "contare i vermetti" (dei pezzi di tessuto con cui avremmo dovuto giocare) e lo stomaco sulle patate, quando all'improvviso tutti sono in piedi a parlare della stessa notizia: DOBBIAMO TRASLOCARE!

Capisco meno della meta' dei discorsi per via delle patate e dell'alentejano stretto. Mi trovo fermo in piedi tra chi parla di inscatolare ora tutta la roba, chi dice che nell'altra sede mancano le finestre, chi ha gia' cominciato a spostare le cose e mi chiede di aiutarlo, chi mi dice che non avremo internet... Pare che la segurancia social (nn ho ben capito se si puo' tradurre "INPS" o "servizi sociali") vuole i nostri tre locali per farne sale riunioni. Dobbiamo spostarci in un grosso salone diviso in boxes, per fortuna sullo stesso piano dello stesso edificio. Un problema: come assegnare i quattro box alla dozzina di lavoratori di ADC. A meno di cinque minuti dal discorso post-prandiale sui vermetti mi ritrovo a fare un'estrazione per decidere chi andra' dove...

Un secondo problema: i locali dove dobbiamo trasclocare sono sporchi, da imbiancare, pieni di muratori al lavoro, senza il riscaldamento e senza finestre.

Un terzo problema: dobbiamo spostare tutto entro questo fine settimana. Chi e' disposto a venire sabato mattina? e la sera? e domenica notte? (ah, in portoghese sera e notte si traducono inquietantemente con la stessa parola...)

Voglio un caffe'.

Non trovo nessuna cialda attorno alla macchinetta. Non l'ho mai usata.

Voglio un caffe'...

Alzo la mano in mezzo alla confusione: "Nao ha' cafe'?"

No, non ce n'e' piu'.

CRISI

Ho bisogno di un caffe'.

"Ci avevi detto che non bevevi caffe'!"

"ORA si!"

 Vermetti patatine trasloco alentejano caffe'.

Qualcuno mi dice "Benvenuto a Moura!"

"Grazie!"

Ho bisogno di aiuto... Matthieu!

"Matthieu, cafe'?"

"Sim"

"So let's go have a coffee... And we're going to speak ENGLISH!"

Insomma, fuggo per una mezz'ora da ADC balbettando il mio disorientamento in Angles.

Al ritorno va gia' meglio. Visto che non so dove spostare le cose faccio una squadra (equipo) con Toze' e tutto sommato ci divertiamo...

 

La situazione attuale (sei giorni dopo) e' la seguente:

- Continuiamo a lavorare nei vecchi locali.

I computer non sono stati spostati, tutto il resto e' messo piuttosto alla rinfusa nelle altre stanze. L'ufficio dove scrivo ora ha un aquilone malinconico su una parete bianca, una girandola appesa sull'altra. Mobili, scaffali e raccoglitori sono spariti. Il fax giace a terra inerme come Bill nell'aiuola...

- Nei nuovi locali sono state messe le finestre.

Toze' e il Gato li stanno imbiancando molto in fretta... Penso che alla fine saranno accoglienti.

- Certo, manca ancora internet e il riscaldamento.

Ah... Nel titolo parlo di risoluzione. Beh, penso possa avere due significati:

Dopo la manovalanza, io e Matthieu siamo stati ancora ospiti di Toze', da Venerdi' a Domenica. Il primo motivo della risoluzione e' l'ospitalita' di Toze' e della sua casa (il giardino di giorno e' bello quanto di sera). Il tema del fin de semana era la gastronomia portoghese.

Intanto bisogna sapere che il numero dei pasti tradizionali portoghesi in un giorno e' prossimo a quello degli Hobbit. Da mattina a sera abbiamo: pequeno almoso (colazione), merenda(...), almoso(pranzo), lanche (e' una merenda che aspira a essere pasto completo), jantar (cena), ceia (prima di dormire). In pratica sabato, svegliandoci verso mezzogiorno, siamo purtroppo stati costretti ad accorpare qualche pasto.

L'inventore della dieta a zone era Alentejano? Salto la descrizione dei piatti che potrebbe risultare noiosa a terzi...

Sabato il sole e il vento sono anche riusciti a stanarci e portarci a fare una passeggiata fino al torrente che scorre presso Santo Amador. L'Italia esce sconfitta dal torneo di lancio del sasso sull'acqua.

Un passaggio

Ah, il motivo termina domenica (eravamo in lista per il lavoro): mancano gli scaffali per mettere la roba, quindi niente straordinari!

Il secondo motivo e' una scoperta.

ADCMoura condivide l'edificio con il cineteatro della citta'. Il complesso prima era una chiesa e un convento. Toze' venerdi' ha approfittato del trambusto per aprire una porta sul nostro pianerottolo. Di li' si accede a una scaletta grazie alla quale, chiedendo permesso ai piccioni, si puo' raggiungere un terrazzo inutilizzato.

(Inutilizzato finora. Per chi non teme l'aviaria quel posto ha un sacco di potenzialita')

Godersi le foto.

 

Scala detta "do frango morto"

 
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Titolo
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EURO Katarzyna a La Finestra (2)
EURO Krzysztof al Cesvov (3)
EURO Lara al Cesvov (9)
EURO Lucie al Comune di Malnate (7)
EURO Luong Ngan a La Finestra (3)
EURO Marritgen in SOS Malnate (29)
EURO Natasha al Cesvov (12)
EURO Patricia in AVIS Comunale Varese (1)
EURO Simona a la Finestra (6)
EURO Sofía al Cesvov (8)
EURO Zanda in SOS Malnate (6)
IT Andrea nei Paesi Bassi (1)
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IT Cristina in Slovacchia (14)
IT Dario in Germania (1)
IT Deborah in Grecia (8)
IT Elena in Portogallo (8)
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09/09/2010 @ 8.25.51
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